Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e allo stato , nell’ordine e secondo le regole stabilite dall’articolo di legge (Libro Secondo, Delle Successioni, Titolo II, Delle Successioni Legittime)I collaterali sono coloro che, pur avendo uno stipite in comune, non discendono gli uni dagli altri.
Nella tabella seguente viene esplicato un prospetto informativo, utile a determinare a grandi linee gli elementi sui quali basare il calcolo quote ereditarie.
Chiamati all’eredità per legge
Quote legittime
Coniuge Intero patrimonio
Coniuge e un figlio 1/2 a testa
Coniuge e più figli 1/3 al coniuge, 2/3 ai figli in parti uguali
Coniuge e genitori 2/3 al coniuge, 1/3 ai genitori in parti uguali
Coniuge e fratelli 2/3 al coniuge, 1/3 ai fratelli in parti uguali
Coniuge e genitori e fratelli 2/3 al coniuge, 1/3 ai genitori e fratelli in p. u.
Figlio Intero patrimonio
Figli Intero patrimonio diviso in parti uguali
Genitore
Intero patrimonio
Genitori
Intero patrimonio diviso in parti uguali
Genitori e fratelli
1/2 ai genitori, 1/2 ai fratelli in parti uguali
Fratelli
Intero patrimonio diviso in parti uguali
Nonni
Intero patrimonio diviso in parti uguali
Bisnonni
Intero patrimonio diviso in parti uguali
Parenti entro il sesto grado
Intero patrimonio a chi ha il grado più vicino
Parenti oltre il sesto grado
Intero patrimonio allo Stato
Al coniuge superstite spetta sempre il diritto di abitazione della casa coniugale.
Se il chiamato all’eredità muore senza avere accettato l’eredità, il diritto di accettarla si trasmette agli eredi di quest’ultimo.
I discendenti subentrano nel luogo e nel grado del loro ascendente quando questo non può o non vuole accettare l’eredità.La rappresentazione ha luogo:
In linea retta a favore dei discendenti dei figli del defunto.
In linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
Il coniuge legalmente separato senza addebito ha lo stesso trattamento del coniuge;
il coniuge separato con addebito ha diritto solamente ad un assegno vitalizio se, al momento dell’apertura della successione, godeva degli alimenti a carico del coniuge defunto;
Il coniuge divorziato non ha diritti successori.
Il convivente non ha nessun diritto ereditario.L’unico riconoscimento al convivente è rappresentato dalla successione nel contratto di locazione in corso in caso di morte del convivente contraente.